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Posts Tagged ‘bozzole’

La vicenda si svolge tra gli ultimi anni del millesettecento e i primi del milleottocento.In quegli anni Garlasco, come ho letto nell’annuario lomellino dell’anno 1848, era un luogo cinto da fossa e mura, circondato da paludi e boschi, alla sua frazione delle Bozzole vivevano poche famiglie di contadini.

“  Tanti e tanti anni fa nel territorio che circondava il nostro paese circolava una piccola banda di briganti, erano solo tre e si chiamavano  : Barbagelada – Bacicin – Della franca.

Nelle loro ruberie non avevano mai ucciso nessuno, assaltavano le carrozze e i viandanti per rubare oro, monete e gioielli, loro territorio preferito era quello della valle del Ticino, e le strade
che a quei tempi passavano in mezzo ai grandi boschi esistenti, vicino all’allora piccolo Santuario dedicato alla Madonna delle Bozzole.

Anche loro erano devoti della Madonna delle Bozzole e quando rubavano nascondevano il loro tesoro in una pentola che avevano sotterrata nei pressi del Santuario, aggiungendo sempre altro oro dopo un’avvenuta rapina, sperando
nella protezione della Madonna delle Bozzole per la custodia del loro tesor i. I contadini che abitavano vicino al Santuario, per non essere derubati dai tre briganti, spesso li accoglievano in casa e davano loro ricovero sfamandoli.

Un giorno, dopo una rapina, i tre ladroni si erano rifugiati presso una famiglia, che viveva poveramente e che per paura li accoglieva e li sfamava. Quel giorno la vecchia nonna stava preparando il pane per la sua famiglia, era pane di mais e farina bianca, poca, perché la farina bianca era solo per i ricchi, uno dei briganti le chiese se sapeva preparare anche dei biscotti
per loro tre, li voleva del colore dell’oro e della forma delle monete che loro rubavano e che custodivano nel loro nascondiglio.

La nonna, per tenerli a bada, disse di sì e si mise all’opera confezionando, con farina di mais,farina bianca e altri ingredienti che solo lei sapeva, dei dolcetti a forma e del colore delle monete d’oro che le fecero vedere, se i dolcetti erano buoni le avrebbero regalato un soldino d’oro. Ai tre briganti piacquero, mantenendo la loro parola dettero alla nonna un soldino d’oro dicendole, quando verremo dovrai sempre farceli, noi ti daremo sempre un soldino d’oro, dovrete  dire che questi dolci sono “ I sùlden dål brigant”. Non sempre però le cose andarono bene, durante una rapina i tre briganti vennero presi e incarcerati a Vigevano. Non confessarono mai dove avevano nascosto  il frutto delle loro rapine scontata la pena, appena liberi, vennero alle Bozzole per recuperare il loro tesoro ma trovarono una sorpresa, il piccolo Santuario era stato ingrandito,il  loro tesoro era sepolto sotto la chiesa.
Il tesoro non fu mai trovato.

Vi ho raccontato questa storia perche’ leggendola  mi sono venuti in mente Robin Hood e i Goonies e mi sembra carino raccontarla ad un bambino che vive a Garlasco.

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