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Se hai bisogno di qualche informazioni su Garlasco o sui servizi offerti, prova a compilare i campi sotto riportati, nel limite del possibile ti rispondero’ sperando di esserti di aiuto.

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Domenica, ho visto dei ragazzi con grossi zaini e “assetto” da trekking pesante aggirarsi per la piazza di Garlasco e dunque ho fatto qualche ricerca scoprendo che Garlasco e’ uno dei 139 Comuni sulla via Francigena che contribuiscono a valorizzare lo spessore culturale e l’aspetto turistico di questo viaggio, che la storia differenzia da qualsiasi altro itinerario escursionistico.

La Via Francigena, anticamente chiamata Via Francesca o Romea e detta talvolta anche Franchigena, è parte di un fascio di vie che conduceva alle tre principali mete religiose cristiane dell’epoca medievale: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. I primi documenti d’archivio che citano l’esistenza della Via Francigena risalgono al XIII sec. e si riferiscono a un tratto di strada nel territorio di Troia in provincia di Foggia.

Il percorso di un pellegrinaggio che il vescovo Sigerico nel X sec. fece da Canterbury per giungere a Roma rappresenta una delle testimonianze più significative di questa rete di vie di comunicazione europea in epoca medioevale, ma non esaurisce le molteplici alternative che giunsero a definire una fitta ragnatela di collegamenti che il pellegrino percorreva a seconda della stagione, della situazione politica dei territori attraversati, delle credenze religiose legate alle reliquie dei santi.

Ecco il percorso che riguarda la nostra cittadina:

Per ulteriori approfondimenti vi rimando a http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Francigena

La vicenda si svolge tra gli ultimi anni del millesettecento e i primi del milleottocento.In quegli anni Garlasco, come ho letto nell’annuario lomellino dell’anno 1848, era un luogo cinto da fossa e mura, circondato da paludi e boschi, alla sua frazione delle Bozzole vivevano poche famiglie di contadini.

“  Tanti e tanti anni fa nel territorio che circondava il nostro paese circolava una piccola banda di briganti, erano solo tre e si chiamavano  : Barbagelada – Bacicin – Della franca.

Nelle loro ruberie non avevano mai ucciso nessuno, assaltavano le carrozze e i viandanti per rubare oro, monete e gioielli, loro territorio preferito era quello della valle del Ticino, e le strade
che a quei tempi passavano in mezzo ai grandi boschi esistenti, vicino all’allora piccolo Santuario dedicato alla Madonna delle Bozzole.

Anche loro erano devoti della Madonna delle Bozzole e quando rubavano nascondevano il loro tesoro in una pentola che avevano sotterrata nei pressi del Santuario, aggiungendo sempre altro oro dopo un’avvenuta rapina, sperando
nella protezione della Madonna delle Bozzole per la custodia del loro tesor i. I contadini che abitavano vicino al Santuario, per non essere derubati dai tre briganti, spesso li accoglievano in casa e davano loro ricovero sfamandoli.

Un giorno, dopo una rapina, i tre ladroni si erano rifugiati presso una famiglia, che viveva poveramente e che per paura li accoglieva e li sfamava. Quel giorno la vecchia nonna stava preparando il pane per la sua famiglia, era pane di mais e farina bianca, poca, perché la farina bianca era solo per i ricchi, uno dei briganti le chiese se sapeva preparare anche dei biscotti
per loro tre, li voleva del colore dell’oro e della forma delle monete che loro rubavano e che custodivano nel loro nascondiglio.

La nonna, per tenerli a bada, disse di sì e si mise all’opera confezionando, con farina di mais,farina bianca e altri ingredienti che solo lei sapeva, dei dolcetti a forma e del colore delle monete d’oro che le fecero vedere, se i dolcetti erano buoni le avrebbero regalato un soldino d’oro. Ai tre briganti piacquero, mantenendo la loro parola dettero alla nonna un soldino d’oro dicendole, quando verremo dovrai sempre farceli, noi ti daremo sempre un soldino d’oro, dovrete  dire che questi dolci sono “ I sùlden dål brigant”. Non sempre però le cose andarono bene, durante una rapina i tre briganti vennero presi e incarcerati a Vigevano. Non confessarono mai dove avevano nascosto  il frutto delle loro rapine scontata la pena, appena liberi, vennero alle Bozzole per recuperare il loro tesoro ma trovarono una sorpresa, il piccolo Santuario era stato ingrandito,il  loro tesoro era sepolto sotto la chiesa.
Il tesoro non fu mai trovato.

Vi ho raccontato questa storia perche’ leggendola  mi sono venuti in mente Robin Hood e i Goonies e mi sembra carino raccontarla ad un bambino che vive a Garlasco.

Lo stemma

Lo stemma del Comune di Garlasco consta di uno scudo crociato, entro cui spicca una croce argentata in campo rosso, incorniciato da foglie di lauro e quercia e sormontato da una corona. La simbologia connessa allo stemma rimanda al ruolo decisivo avuto da Garlasco nella difesa di Pavia e del suo territorio nel XVI secolo.

Fonte:http://www.comune.garlasco.pv.it

Sapete quali sono i cognomi più diffusi a Garlasco?

Eccovi la lista:

  1. Farina
  2. Franchini
  3. Ferrari
  4. Rossi
  5. Negri
  6. Gualla
  7. Camera
  8. Sampietro
  9. Santagostino
  10. Sacchi

Il nuovo sindaco di Garlasco Pierfrancesco Farina ha ufficializzato la nuova giunta e le deleghe assegnate ai consiglieri che la affiancheranno nei prossimi cinque anni di lavoro.

Il ruolo di vicesindaco, come da accordi preelettorali, è stato assegnato alla coordinatrice cittadina della Lega Nord Giuliana Braseschi Dallera.

Giuliana Braseschi ha ricevuto anche le deleghe a Cultura, Istruzione e Servizi sociali in generale.
Una parte dei Servizi sociali sarà svolta anche dalla consigliera Isabella Panzarasa.

A Francesco Santagostino sono state assegnate le deleghe ai Lavori pubblici e Territorio, mentre Renato Sambugaro si occuperà di Sicurezza, Sanità e Commercio.

Un assessorato nuovo ma allo stesso tempo di grande importanza è stato cucito addosso al presidente della Pro loco Alessandro Maffei che si occuperà di promozione sociale, associazionismo, eventi, politiche giovanili e turismo.

Una figura importante e strategica nella giunta Farina sarà quella del consigliere Giampietro Angeleri al quale il sindaco ha assegnato le deleghe al Personale, Informatica e alle nuove iniziative.

I consiglieri Paolo Parodio e Alessio Pilerio si occuperanno rispettivamente di Agricoltura e Sport.

Il sindaco Farina si è riservato le deleghe a Bilancio, Urbanistica e Attività produttive.

Vorrei complimentarmi personalmente con Alessio Pilerio che oltre ad essere un “vecchio” amico credo che potrà fare davvero bene nel nuovo incarico.

Dopo 10 anni di centrosinistra a Garlasco si volta pagina. Per 172 voti con un colpo di reni la lista civica che guardava al centrodestra “Noi per Garlasco, Farina sindaco” ha conquistato la poltrona più importante di palazzo municipale. Pierfrancesco Farina riceve 2.834 voti (50,1%), contro i 2.662 di Santino Marchiselli (47,1%) e i 161 (2,8%) di Antonio Di Cara e la sua “Aria nuova”.